lunedì 25 maggio 2009

TAGLIATELLE FARRO, ZUCCHINI, BOTTARGA, RICOTTA

Prova bikini, ma non troppo. Primo pigro, da sabato a pranzo, in piedi da poco, il primo caldo estivo (ah maggio è ancora primavera, dite? ma fuori fano 30 gradi...), fame, ma voglia di leggerezza...
Il qui presente primo è veloce da fare, (se non avete voglia di stendervi la pasta), gustoso, salutare e starebbe benisimo in quelle diete che raccomandano gli esperti ai maturandi che studiano sotto il caldo e sotto pressione e che ci vengono propinate quotidinamente a giugno (ogni giungo, ogni anno...) dai vari telegiornali. Craboidrati integrali, verdure, cotture veloci, grassi vegetali a crudo...
Gli zucchini li ho tagliati a striscioline con il pelapatate e li ho fatti scottare appena insieme alla pasta (tagliatelle di farro), condita poi a crudo con olio extra vergine d'oliva, una spolverata di bottarga di muggine, pepe nero e scaglie di ricotta salata...un pizzico di peperoncino se piace.

LO SPAGHETTO ALLE VONGOLE DELLA PINETA

Gli spaghetti alle vongole sono un piatto classico, talmente classico che sembra non ci sia nulla da dire o da inventare, ognuno ha il suo "ingrediente segreto" (per esempio il vino bianco, il mezzo cucchiaio di farina per amalgamare, nessuno dei quali messo in pratica da me...) o tecnica collaudata.
Questa ricetta, apparentemente semplice in realtà genera una buonisisma versione dello spaghetto alle vongole, bastano molluschi freschissimi, olio extravergine e una pasta buona (io ho usato Garofalo di Gragnano).
La ricetta, che ha vinto nella speciale classifica del Gambero rosso, è dello Zazzeri, amabilisismo chef de LaPineta di Marina di Bibbona, incantevole capanna con cucina stellata tra la spiaggia e la macchia mediterranea sulla costa toscana.
Le vongole cucinate in bianco con olio buonissimo, aglio e peperoncino; gli spaghetti di Gragnano cotti solo per pochi minuti e "finiti" in padella con un pò d'acqua di cottura.
Il risultato è un piatto molto omogeneo, la pasta insaporita e tutt'uno con il sughetto.

lunedì 11 maggio 2009

TORTA DI RISO CON FRAGOLE AL BALSAMICO

La torta di riso e' un dolce classico, semplice, sano...in Toscana si fa come questa che posto oggi, tutta riso o nella versione con il suolo di pasta frolla, che si trova anche a tranci nei bar e nelle pasticcerie.
A me personalmente piace di piu' questa modalita' di preparazione, che da' il risultato di una torta-budino, possibile anche a base di semolino. E' un dolce morbido, sa di latte, di merende d'infanzia: piace molto perche' non e' artificioso, chimico e non e' molto dolce per cui lo apprezza anche chi non e' troppo fan dei dessert (e io ne ho uno in casa di questi che la torta in questione la mangia volentieri!!!). Oggi l'ho preparata con la ricetta della mia mamma, ma in formato di piccoli stampi rettangolari in modo da servirla a fette guarnita con le prime buone fragole italiane di maggio.

INGREDIENTI
. 500 ml di latte
. 300 g riso da dolci, tipo il sant'andrea
. 150 g zucchero
. 80 g burro
. 3 uova
. mezza tazzina di rhum (volendo si aggiunge la scorza grattugiata di un limone bio o dell'uvetta fatta ammorbidire nel liquore).

per la salsa di fragole:
. 2 cestini di fragole
. 3 cucchiai di zucchero bianco
. 2 cucchiai di aceto balsamico buono

PROCEDIMENTO
Si mette a bollire il latte a fuoco basso, quando comincia a raggiungere il bollore  si aggiunge il riso e si fa cuocere per 30/40 minuti.
Si scola il riso, che nel frattempo avra' assorbito praticamente tutto il latte e mettere ad intiepidire in una ciotola. Aggiungere il resto degli ingredienti e mescolare bene. Rovesciare l'impasto in una teglia imburrata ed infarinata ed infornare. Cuocere per 40/45 minuti, dentro dovra' essere asciutto e sopra dorato.

Per la salsa di fragole: lavare le fragole, privarle del picciolo e tagliarle a fettine. "Condirle" con zucchero ed aceto e far riposare un po' in frigo per ottenere il sughetto.
Servire la torta tiepida a fette, guarnita con le fragole.

TROFIE DI PRIMAVERA

Come si può intuire dallo scatto che ha ripreso una mano furtiva intenta a rubare una trofia dalla padella fumante, il piatto è riuscito!
Un semplice, veloce, saporito, fresco primo di stagione: trofie fresche, verdure (zucchine e piselli con base di aglio-olio), ricotta salata e pomodorini pachino, saltato in padella con una bella grattugiata di pepe nero.

domenica 5 aprile 2009

COPPETTE DI MANGO CARAMELLATO E GINSENG CROCCANTE

Fresca fresca di ritorno da viaggio di lavoro a Shanghai, non potevo non approfittare subito delle memorie impresse nel mio palato da una settimana di pasti esotici. Avendo però poco tempo perchè il Salone incombe e una settimana di assenza significa anche tanto lavoro accumulato, lascerò a week end più tranquilli gli esperimenti su noodles e risi profumati e involtini e ravioli...Per ora mi sono concentrata su un dolcetto un pò fusion di mia invenzione su due piedi, basato sul problema di come utilizzare dei croccanti pezzettini di ginseng tostato al miele comprato in una delirante visita ad un negozietto di alimentari in cui ho portato a casa ogni genere di cose dal packaging accattivante e spesso dal contenuto misterioso grazie all'assenza di diciture in caratteri latini.
I dolci nelle cucine dal far east sono quasi assenti, almeno per come li intendiamo noi: tanto per cominciare non sono quasi per niente dolci essendo a base di frutta e riso (in cina) e di fagioli (in giappone) e poi mancano le torte e i prodotti lievitati, le panne, le creme, i ciocolati...
Quindi, non avendo assaggiato niente di meglio, tra le cose tipiche,che un dolce nuziale propiziatorio presentatomi come (sic!) "sticky rice" e consistente in una bianca zuppa collosa contenete ancor più collose palline di riso mi sono inventata qualcosa di vagamente esotico, ma adatto ai nostri palati. In realtà una cosa ottima l'ho assaggiata, ma in un ristorante occidentale (proprietà e chef australiani e clientela italo-anglosassone): un gelato di anice stellato servito in coni croccanti di mandorle.
Trattasi semplicemente di mango carmellato in padella con burro e zucchero di canna (e speziato di zenzero e cannella), servito con gelato di panna e questi, deliziosi devo ammettere, croccantini dolci di ginseng come guarnitura.

domenica 15 marzo 2009

AMERICAN APPLE PIE

American Pie, non solo una fortunata sequela di film demenziali, ma il simbolo stesso della pasticceria tradizionale americana, la torta che nonna Papera mette a freddare sul davanzale della sua fattoria, per intenderci. Insomma un mito anche per chi americano non è, almeno a livello iconografico.
Queste versione, tratta dalla collana di libri di cucina del Corriere della Sera, è molto classica e buonissisma da mangiare calda con contorno di gelato alla vaniglia.

INGREDIENTI
. 2 rotoli di pasta brisè - io ne avevo uno, ne ho fatto una variante parzialmente scoperta
. 1 kg di mele golden
. 150g di zucchero (io l'ho usato di canna, perchè lo preferisco nell'abbinamento con le mele e le spezie, per questo il ripieno ha il colore brunito della foto)
. 1 cucchiaio di succo limone (io, essendo sprovvista anche di questo ho messo LemoSoda... :-P)
. 1 cucchiaino abbondante di cannella, volendo anche dello zenzero
. 1 pizzico di noce moscata
. 2 cucchiai di farina OO

PROCEDIMENTO
Sbicciare e tagliare a pezzettini le mele. Disporle in una ciotola, insieme a tutti gli altri ingredienti, mescolando bene per amalgamare il tutto in modo omogeneo.
Srotolare la paste brisè sul fondo di una tortiera tonda, versare al centro il composto di mele e rivoltare i bordi verso il centro. Altrimenti, ricoprire con il secondo disco e serrare bene i bordi, praticare 2 o 4 tagli sulla superficie del disco superiore.
Spennellare la pasta in superficie con un pò del succo di mela speziato e zuccherato che rimane sul fondo della ciotola.
Infornare a 180° e far cuocere per 30/40 minuti.
Servire ancora calda con gelato di vaniglia o panna montata.

martedì 10 marzo 2009

BIANCO ROSSO E CAVOLETTO

Velocissimo post per velocissimo snack. Ho letto nei giorni scorsi che Sigrid ha provato ed approvato la versione cruda in insalata del " suo" cavoletto ed ho voluto tentare anch'io....
Innanzitutto, il cavoletto di Bruxelles, come tutti i suoi parenti, e' olfattivamente pestifero mentre cuoce, quanto innocuo da crudo...e la mia casa ringrazia; in secondo luogo, e' davvero buonissimo e perfino piu' delicato se mangiato in insalata piuttosto che al vapore o stufato.
Se poi si aggiunge che non cuocendolo trattiene ancora di piu' nel suo cuoricino verde tutte le ottime proprieta' nutrienti di cui lo ha dotato, cosi' piccolo e cosi' ricco, MadreNatura, non si puo' non mangiarlo volentieri.
In questo caso l' ho provato in un rapido pranzo a casa in insalata con trevigiano, finocchietto  e pinoli e ho sgranocchiato l'insieme a mo' di tartina sopra un cracker integrale spalmato di robiolina bio